24 luglio 2008

La crociata di un pilota contro l'assurdità della legge

Un pilota del Ticino, Saurin Gustavo, insieme ad altri piloti è stato accusato e condannato per aver sorvolato sotto i 100mt il Parco del Ticino (complimenti poi a chi, da terra, ha misurato questi 100mt), quando lì doveva atterrare. Trovando l'accusa esagerata, si è informato per ricorrere insieme agli altri accusati, cercando di fare gruppo contro chi ha la denuncia "troppo facile", come purtroppo a volte capita. Manco avessero fatto dei danni.
 
Purtroppo davanti alla macchina giuridica italiana si è trovato da solo. Sì, perchè in questi casi quello che importa allo Stato è il pagamento della sanzione amministrativa, penale, che quasi tutti accettano per non finire in quell'oscuro vortice burocratico (e danaritico) che sono le cause giudiziarie nostrane. Lui, ad avere un'ingiusta sanzione penale che grava sulla sua coscienza non ci sta e va avanti da solo, a futuro beneficio di chi si troverà nella sua situazione. Ecco il racconto che mi ha inviato:
 
Il Parco
 
"Noi voliamo da tanti anni nella zona del Parco del Ticino. La nostra aviosuperficie è dentro al parco ed è nata prima che nascesse la legge regionale in tutela del fiume. Inoltre, siccome io sono un pilota idro, sono 20 anni che ammaro sul fiume: volare a bassa quota sul fiume era la cosa più naturale del mondo. Inoltre nelle piene del fiume del '96 e 2000 il Parco ci aveva anche chiesto collaborazione per un monitoraggio della zona.
 
Nel 2004  però una serie di multe cominciarono a piovere sui piloti della zona. Credevamo che fossero solo multe amministrative. Invece la vicenda ha del kafkiano: un giorno a ciel sereno ricevo una condanna penale per posta in cui ti dicono che in un processo in cui tu non sei ne anche chiamato a partecipare, ti hanno castigato  a pagare €150. Inoltre ti dicono che ti hanno nominato un avvocato di ufficio, che devi contattare per pagarli gli oneri. Se fosse stato solo il pagare € 150, non sarebbe stato "niente". Il problema è che ti rimane una condanna penale per "inquinamento ambientale" e che se per caso nel futuro inciampi in un altro "sorvolo" rischi la galera.
 
A questo punto contatto gli altri piloti, l'avvocato De Carolis, Leoni, la FIVU, ecc. e tutti mi consigliano di lasciar perdere, acettare questa piccola condanna già che non c'erano i presuposti per vincere e che a ricorrere rischiavo il massimo della pena.
 
Il Ticino
 
Come per una questione di princìpio non sono il tipo che si arrende senza combattere, e pur spendendo dieci volte di più ho iniziato la causa, apoggiandomi ad un avvocato di paese che non capiva una mazza di aeronautica, ma che ha presso la causa con entusiasmo  Peccato che sono stato lasciato solo. Un processo colletivo avrebbe avuto più sucesso. Erano dieci piloti nella mia stesa situazione. Però sono contento e speriamo che nel futuro nei piloti ci sia più voglia di combattere.
 
C'era un leder negli anni sessanta che diceva: "l'arma più potente in mano agli opressori è la mente degli opressi ". Se acetti supino questi soprusi l'unica cosa che fai è ringaluzzire questi funzionari che si credono padroni del cielo e della terra. L'unica cosa che li ferma sono i tribunali. Adesso ho ricevuto un mail che dice che l'AOPA ha incorporato anche gli ultraleggeri per cui l'ufficio legale è a nostra disposizione. Un bel passo in avanti."
 
La sentenza in suo favore è stata emessa il 12 luglio: assoluzione con formula piena, un precedente sicuramente utile per chi si troverà nella sua stessa situazione. Sempre che non si tratti di veri sorvoli illegali!
 
 

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