Un rottame e tanto dolore. Questo è quello che ci ritroviamo adesso i miei soci ed io, ma superati i primi momenti di confusione ora tocca alla lucidità prendere posto e fare tutto il possibile perchè si faccia chiarezza su questa tragedia.
Tanti amici, conoscenti e sconosciuti si sono fatti sentire per esprimere solidarietà e affetto, anche virtuale. Quindi prima di tutto mando un "grazie" molto sentito da parte mia, dei miei soci e dal nostro Club, in attesa di darli di persona quando ne avrò l'occasione.
Passando ai fatti, cercheremo di tenere informati tutti gli interessati, specialmente chi monta lo stesso paracadute balistico, ma vorrei prima premettere che tutte le informazioni in mio possesso sono state raccolte da me o dai miei soci sul nostro campo e sul luogo dello schianto. Per la confusione e le forti emozioni che hanno riempito l'atmosfera non possiamo essere sicuri al 100% di nulla finchè un'inchesta non chiarirà tutti gli aspetti della vicenda.
T7-MLK era un CT SW del 2007, il nostro "milk", acquistato pochi mesi fa direttamente dalla Flare, era usato principalmente dal titolare che ce lo ha consegnato con circa 70 ore di cellula e motore. Era motorizzato Rotax 912 da 100hp e tra gli accessori c'erano ELT e paracadute balistico Junkers.
Era appena arrivato alle 120 ore dopo essere stato sottoposto a regolare tagliando sia di cellula che di motore delle 100 ore presso la sede della Flare e con l'ausilio di un tecnico autorizzato Rotax. I nostri controlli prevolo non hanno mai suggerito alcun tipo di sospetto. L'ultimo a volarlo prima di Piernino sono stato io, il giorno prima.
Le condizioni meteo della giornata erano ottime: buona visibilità, aria fresca e turbolenza praticamente assente. Il CT, pilotato da Gaetano Pietro Manfredi (parecchie ore di volo con svariati ULM in svariate situazioni) con accanto sua figlia Sabrina, è decollato da San Stino insieme ad un P92 e un Eurostar per un giretto della zona. Prima di questo volo e prima di caricare a bordo la figlia, Piernino (per gli amici si chiama così) ha fatto un girocampo. Tutto regolare.
I 3 volavano in formazione col P92 davanti e gli altri 2 dietro, uno affianco all'altro. Dalle parti di Eraclea Piernino annuncia per radio la piantata motore, diminuisce la velocità (ma già non penso superassero i 170km/h), e successivamente avvisa che tirerà la leva del paracadute balistico. In quel momento si trovano a circa 1000ft dal terreno in una zona pianeggiante di campi con qualche casolare, corsi d'acqua e viadotti elettrici.
Il pilota dell'Eurostar ha assistito visivamente all'espulsione del paracadute che sì è uscito, ma non si è gonfiato aprendosì cosi "a fiamma" e sembrerebbe che i fili si siano impigliati nei piani di coda. Il paracadute così è diventato un mezzo d'attrito che ha reso ingovernabile il velivolo tenendogli forzatamente la coda verso l'alto, nonostate il pilota abbia cercato in tutti i modi di cabrare (ha eseguito dei "delfinamenti"), finendo a schiantarsi in picchiata sull'argine di un canale impiantando il muso per terra fino a sotterrare tutto il motore.
Chiamate radio, may-day e quant'altro svolti correttamente, ma inutili. All'arrivo dei primi soccorritori insieme a 2 nostri soci del club arrivati via terra non c'era nulla da fare. La posizione del velivolo lascia immaginare l'assetto fortemente a picchiare ed evidenti tracce di olio (buono, non bruciato) lungo la fusoliera fino a piani di coda fanno pensare ad una perdita di olio in volo. I cavi del paracadute risultavano impigliati nei piani di coda.
I rottami sono ovviamente stati messi sotto sequestro e siamo in attesa di sapere cosa vorrà fare il magistrato incaricato, se vorrà mantenere a lungo il sequestro, chi e quante persone le perizieranno, ecc. perchè già la piantata motore ci lascia molti dubbi, ma il malfunzionamento del paracadute è fin surreale.
Tutto il resto non serve raccontarlo, questo è quello che interessa. Nel club c'è parecchio scompiglio per la perdita di un socio, di un amico, di un grante esperto e della piccola Sabrina, la mascotte del campo. C'è chi li ha visti schiantarsi e dopo aver sorvolato il luogo dell'impatto per segnalarlo è riuscito tornare in campo ed atterrare. C'è chi è arrivato e ha visto i corpi. C'è chi è tornato anche il giorno dopo a raccogliere gli ultimi effetti personali da consegnare ai famigliari. Sono momenti, immagini, che ci rimangono impressi a vita.
Sul campo ieri c'era un cielo limpido che stonava col nostro clima, e una leggera brezza da sud che ci sbatteva in faccia mentre fissavamo la pista, vuota. Oggi non c'è vento al traverso, la manica a vento è a mezz'asta
9 commenti:
Grazie per le tue parole...sono suo cugino Sandro da Bari. Non avevo più sue notizie da tanto tempo e sapere i dettagli nei minimi particolari di questa tragedia attraverso il tuo blog, mi sconcerta non poco...sono senza parole. E' un dolore troppo grande. Mi piacerebbe avere una sua foto in volo se ne hai. Grazie ancora.
Ciao Sandro, Ti scriverò all'indirizzo e-mail del tuo profilo
Ciao, sono Max Antoniazzi, sono anch'io socio Blue Arrows anche se da poco tempo. Purtroppo non ho potuto essere presente al funerale di Piernino e di Sabrina per motivi non dipendenti dalla mia volontà. Mi associo al dolore per la perdita di una grande persona che anche se conoscevo da poco tempo mi ha aiutato in alcuni momenti di difficoltà durante il corso "Pinguino2" e per quanto posso dire, era una persona dal cuore grande! Spero di riuscire a venire al campo volo sabato.
Ciao
mi è stato segnalato questo drammatico evento e vorrei porgere a tutti voi le mie più sentite condoglianze
vorrei pero' capire, in quanto interessato al paracadute balistico sugli ultraleggeri, se l'uso dello stesso sia stato fatto in maniera conforme alla situazione o se la sua attivazione fosse fuori luogo in quanto non prevista dalle procedure di piantata motore
è un argomento molto delicato, molto vicino alla sicurezza del volo che certamente merita considerazioni
Siamo consci della gravità dell'accaduto e di quanto sia importante la più trasparente diffusione di informazioni.
In tanti ci hanno contattati ed è nostra priorità fare chiarezza.
Riguardo all'apertura del paracadute possiamo confermare che è stato aperto abbondantemente entro i parametri.
Ali livellate, ovviamente in leggera planata, una velocità ipotetica compresa tra i 160 e i 100 km/h (inizialmente teneva la velocità di crociera di un P92 80hp) e dopo la chiamata radio di piantata motore ne è seguita un'altra che avvisava dell'apertura del paracadute.
Già il fatto che abbia fatto 2 chimate radio separare, di cui una appena prima dello "sparo", ci dà conferma che il pilota era conscio di quel che faceva.
In più un testimone oculare ha assistito alla scena, confermando che non andava troppo veloce (di sicuro non oltre i 260km/h limite del paracadute), che no nera in vite e nemmeno in volo rovescio.
Aspettiamo la perizia che avrà luogo molto probabilmente la prossima settimana, ma l'ipotesi più probabile (se non l'unica) è di un malfunzionamento del paracadute dovuto o ai materiali o al montaggio
Dimenticavo, Morphy, le considerazioni sulla decisione di aprire il paracadute.
Gli insegnamenti ci dicono che il paracadute si apre solo quando non c'è più niente da fare, ovvero per danni che rendono il velivolo ingovernabile, per malessere del pilota, per condizioni meteo da IFR, e estrema impossibilità di trovare un pezzo di terra in piano (montagna).
Il pilota era un esperto e si trovava in pianura, in mezzo a campi, case e viadotti elettrici, quindi col senno di poi in tanti dicono che planando come per una normale emergenza ne sarebbe venuto fuori egregiamente.
Noi pensiamo, ma rimarrà solo e soltanto un nostro pensiero, che la presenza della figlia piccola l'abbia portato a tirare quella leva per "rischiare il meno possibile", considerando che un atterraggio d'emergenza non per forza finisce bene...
Parlando a terra sappiamo che aprire il paracadute vuol dire atterrare in un posto a caso perchè non possiamo più governare il mezzo. Poi bisogna pensare ad un eventuale failure del paracadute, ovviamente.
Ovviamente, per noi che stiamo qui.
Nella sua situazione non so in quanti effettivamente avrebbero intrapreso una scelta differente. Io molto probabilmente avrei fatto lo stesso.
Ciao Luca,
ti ringrazio infinitamente per le foto. Come ti ho già detto non frequentavo mio cugino. E mi spiace di aver sciupato questa opportunità. Avrei potuto imparare anch’io come voi qualcosa da lui. Mia madre Anna e i suo padre Vincenzo non si frequentano da più di trent’anni per le solite storie di spartizioni ereditarie. Di conseguenza io conservo di Piernino pochi ricordi di quando ero bambino. Capisci solo da grande le cose che ti sei perso. Le nostre vite scorrono velocemente è vero, ma quando la base c’è, basta anche una telefonata all’anno per sentire che i collegamenti ci sono e che sono vivi. Mi spiace di aver vissuto di lui solo questo ultimo momento.
Questi sono momenti strazianti. Ieri pomeriggio, al funerale, ci sono stati momenti fuori dal tempo. Tutta la famiglia raccolta nel dolore. Il pianto di Stella inconsolabile. La mamma di Piernino che, all'uscita dalla chiesa al seguito delle bare, sviene sul sagrato. Il tutto come in una pietà di Michelangelo o in un dipinto di Caravaggio. Un prete che, nella pochezza dei suoi mezzi (come i nostri del resto), parla di un ultimo volo più in alto dei cieli e di domande che non hanno risposte. Una confusione silenziosa tra carro funebre, bare, autoambulanza e un fiume di persone inermi.
Io credo che una risposta invece c’è! Non dobbiamo mai dimenticare che la nostra vita è un dono! E che non ne siamo artefici. Un amico una volta mi disse: “tu puoi decidere il colore che avranno gli occhi o i cappelli di tuo figlio? Certo che no! Eppure lo metti al mondo tu!”. Questo ti fa capire che le nostre vite dipendono dall’amore che “qualcuno” ha per noi, non da noi. E se è “amore” è di sicuro una cosa buona. Quando ci viene a mancare una persona cara tutti ci stringiamo con “amore” vicino ai nostri cari. Piangiamo tanto più forte quanto più forte è l’amore. Ci rendiamo conto di quanto può essere breve la vita. La morte ci ricorda che dobbiamo fare le cose con “amore” tutti i giorni, in ogni momento. Con i nostri familiari, con i nostri figli, con gli amici, con i colleghi, quando lavoriamo, quando voliamo, quando nuotiamo, quando siamo in auto. Perché una cosa fatta bene ha sempre qualcosa da raccontare e insegnare. E Piernino con la sua piccola Sabrina continueranno a farlo attraverso i vostri ricordi e le vostre parole d’amore.
Grazie.
Continuate senza indugi a seguire le vostre passioni sempre con la testa sulle spalle. Un caloroso abbraccio a te e a tutti i componenti del vostro gruppo con l’augurio che possiate volare sempre.... con amore!
Sandro
Grazie Sandro
Ciao,
sono capitato per caso su questo blog ed ho letto con amarezza quanto scrivi. Per esperienza so che in questo momento non c'è nulla da aggiungere, e so che tutto quanto possibile per capire la dinamica del malfunzionamento (e della perdita d'olio) sarà fatto. Rimane l'enorme amarezza per Piernino e per sua figlia.. proprio dieci giorni prima ero a San Stino ed ho volato in coppia con MdB che aveva suo figlio Pietro come passeggero, la loro foto è in copertina su AS di ottobre.
Non posso davvero dire nulla se non che ho il cuore gonfio di amarezza e sono vicino a tutti voi.
Rodolfo
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